ARTICOLI DI GIORNALE

 

La passione per l'arte Elisabetta Pala l'ha sempre avuta: tuttavia, anche se potrà stupire, è da pochi anni che si dedica con costanza alla pittura. E il progresso è stato stupefacente: dal primo paesaggio con alberi (1997) alle sperimentazioni attuali sembra passare un'intera vita pittorica, mentre per lei sono bastati pochi anni per evolversi al punto di raggiungere un'elevata qualità ed un'altrettanto elevato grado di ricerca, tali da far sembrare lontanissime le prime opere. La preparazione del fondo ha sempre costituito per la pittrice un banco di prova per nuove tecniche: la superficie frastagliata che nelle opere più recenti si vede uniformare l'opera in un'atmosfera sfrangiata, liquida, è stata in passato ruvida o setosa, per divenire, in alcune opere del 2002, una base di sughero, sulla quale la superficie pittorica è stesa con rapidità. Queste ultime nature morte mostrano una rusticità che le colloca in ambiente domestico e rurale allo stesso tempo, mentre la resa degli oggetti, sapientemente collocati, richiamano alla mente le creazioni di Morandi, in un'analoga ricerca di asciuttezza ed essenzialità, ove le sagome allungate delle bottiglie proiettano ombre nette su uno sfondo che sembra chiudere la composizione in una stanza minuscola. Un'essenzialità che non concede nulla alla decorazione superflua, una linearità novecentista a cui la pittrice è giunta tramite la sua inesauribile ricerca di nuovi effetti e nuove creazioni. Analoga sperimentazione è negli Universi Sconosciuti del 2005, dove Elisabetta immagina un universo con pianeti uguali fra loro ma composti della stessa materia dell'azzurro del cielo, perchè tutto è uniformato dalla preparazione tridimensionale che avvicina la tela ad una scultura tridimensionale. Altre opere hanno colori più accesi, e confini più netti: sono la Trasgressione e Ballare il Tango per le strade di Buenos Ayres, ove gli inserti di personaggi famosi ci riportano alla rivoluzione della Pop Art, mentre la fine esecuzione dei soggetti ci proietta in una dimensione onirica, quasi un fermo immagine di un film che ci si presenta in sogno, nella nebulosa inconsistenza data dal fondo, tipica delle appannate visioni notturne. Nel Tango questo aspetto è ancora più evidente: accostamenti di soggetti diversi con diverse proporzioni, la testa in primo piano privata del corpo, la sozzura degli scarti della metropoli nel pavimento, la coppia colta in un passo di danza danno l'effetto di straniamento tipico del risveglio mattutino al termine di un'affollato sonno notturno. Eppure Elisabetta Pala non tralascia di comunicare emozioni come in Solitudine o Alla ricerca della propria essenza, che mostrano il primo un uomo seduto nella penombra resa con colori cupi e neri, l'altro una donna evanescente che quasi scompare dissolvendosi nella natura che l'ha creata e nell'orizzonte azzurro e rosa che l'ha illuminata.

Iacaruso Domenico.

L'impatto visivo con la pittura di Elisabetta Pala produce sensazioni di immagini che conducono ad una costatazione di specializzazioni profonde, ampie, quasi aeree. Nei suoi paesaggi si equilibrano tensioni apparenti, originate dall'immagine stessa che, rigorosamente proiettata sul piano, conduce ad una lettura di grande respiro L'arricchimento figurativo è indubbio, facilitato da una capacità colorica assai viva. L'irrorazione dei gialli, degli aranci, avvampa la superfice dei dipinti di questa artista; la sua pittura sembra non avere margini e si manifesta libera nei moti orizzontali o trasversali che la mente dell'osservatore percepisce, forse inconsciamente, come anelito di libertà espres= siva che si incammina, parte integrante, nel profilo di un orizzonte luminoso che smemora nel ricordo di sensazioni vissute, di ritrovate speranze di pace e di serenità contemplativa.

Vincenzo Galizia

Non nella stesura, quanto nella scelta del soggetto Elisabetta Pala manifesta il suo animo dolce e riflessivo.

La Repubblica

L’opera di Elisabetta Pala tende a raggiungere livelli di lirismo molto intenso, in cui il contingente si carica di suggestioni romantiche e atmosfere meditabonde

Il Giorno

Le grandi marine inducono ad una riflessione esistenziale,con quella matericita sottesa e quella e quella fusione cromatica di grigi e bianchi che ammantano soavemente la nostra mente,poi lo slancio estroso della natura morta dai colori scattanti e felici e la impalpabile figura femminile che si aggira tra i fiori dalle timbriche cadenze alla ricerca,forse,di una immedesimazione.La pittrice modenese calma la sua ansia introspettiva accostandosi alla pittura con amore e rispetto.

ECO ARTE MODERNA Giorgio P. Cavalli

E' la libertà espressiva il primo dato certo della pittura di Elisabetta Pala,una libertà che si afferma attraverso la scelta dei soggetti,ma anche nei diversi linguaggi.I soggetti riguardano paesaggi, fiori, animali, nature morte, la Ferrari, dove il segno e il colore sostengono con garbo la leggibilità delle opere. Ma il vero campo dell'elezione della pittrice modenese è MARE dove non sembra esserci linee di confine tra l'acqua e il cielo per l'elaborazione del quadro che avviene quasi con gestualità; una forte volontà di fare pittura che piace alla gente. Non a caso i riconoscimenti le sono venuti durante concorsi, dalle giurie popolari.

LA GAZZETTA DI MODENA Michele Fuoco

 

L'artista modenese non teme di avventurarsi su sponde diverse per narrarci dei suoi sentimenti di fronte alla natura nelle sue manifestazioni più varie.Le ampie marine dalle modulate tonalità dei grigi sono colme di una malinconica spossatezza,quasi che la pittrice ambisse sdraiarsi su quelle spiagge per udire solamente il fruscio delle onde.Ma ci sono anche fiori coloratissimi e nature morte dove l'amore per la vita è qui esaltato in tutta la sua pienezza.

 

ARTE e CULTURA Giorgio Pilla

 

Elisabetta Pala propone una pittura meditativa che ci attrae con la dolcezza dei suoi ritmi pacati.

IL SECOLO D'ITALIA Orfango Campigli

 

Elisabetta Pala è una pittrice che sembra indugiare di fronte al soggetto,prima lo memorizza decantandolo da fraintendimenti, poi lo realizza in tono ben misurato.

IL GIORNALE Dino Gavagnini

 

Morbida e delicata la ricerca di questa autrice che con cultura e raffinatezza,interpreta le suggestioni del mondo affidandosi a lrggere e vibranti tonalità coloristiche.Tutto segue le sottili vibrazioni dell'anima le dolci modulaziono del sentimento che di riflesso si sciolgono nei temi rappresentati.La pittura diventa espressione felice della personalità,evidenziandone i lati emotivi più affascinanti.Elegante il quadro con figura ed iris.

ARCHIVIO DELLE ARTI Gabriella Niero

 

In Elisabetta Pala si fondono armoniosamente i dati della fantasia e della realtà con alcuni brani della natura velati dal colore e dalla delicatezza del segno.

 

AVVENIRE Gabriella Niero

 

Elisabetta pala ammanta di spiritualità le sue immagini.Nature morte figure femminili rese con ritmi sereni,si fanno motivo di intime riflessioni.

 

LA STAMPA Francesco Valma

 

Una pittura meditativa,fatta di riflessioni sia fisiche che spirituali. Vediamo alcune marine con le onde che si frangono dolcemente,quindi il passaggio ad una natura morta ben calibrata,dai ritmi pacati.Ed ecco uaa silhouette femminile che si aggira tra i fiori "Alla ricerca dlla propia essenza".Ogni motivo, in sostanza,svela la propensione dell'artista modenese per una decantazione della visione,sia essa vicina olontana.

 

Paolo Rizzo

 

Spazia tra assolate distese di girasoli,campi innevati,albe e tramonti marini,la pittura di Elisabetta Pala,offre senzazioni a cui conferisce risalto la preparazione del fondo materico alla quale fa seguito una pennellata ampia e sicura. Una gestualità innata,direi istintiva,senza nessun ostentato stilismo,una pittura in cui vibra un improvviso di luce in un ordine cromatico- compositivo efficace,a volte violento,privo di effetti chiaroscurali ma,sempre incisivo,calibrato,profondo. Pittura che ha il pregio del movimento,pittura autentica,viscerabilmente vissuta,che ha il fascino e la forza espansiva del colore timbrico,disteso con vigoria fisica oltre che mentale.

Vincenzo Gallizia

Elisabetta Pala interviene sulla tela con gesti decisi,senza troppi ripensamenti,se vogliamo in modo schietto che non ammette ripensamenti,bensi vivace,ricco di pigmento. la sua forza è il colore,suggerito da una notevole istintività,regolata da un fare tecnico convincente

Bulfarini

Impressionismo emozionale

L'arte di Elisabetta Pala si determina in quella forma espressiva che possiamo definire impressionismo emozionale,nella misura in cui l' anima  manifesta l'afflizione della realtà esterna,accogliendo "impressioni". Elisabetta Pala manifesta quella capacità interpretativa che l' ha portata a definire scorci tipicamente impressionisti, in cui c'è la completa contemplazione dell'attimo,  colto nel suo divenire pura emozione. Come nelle rappresentazioni di figure, quali fiori e nature morte,a cui dà l'impronta del colore come dimensione emozionale. In fondo il colore non è essenza oggettiva del fiore, o di qualsiasi oggetto, ma è apparenza data dalla luce che investe l'oggetto stesso e a cui l' emozionalità dell'osservatore dà significato. Ma l'arte  di Elisabetta Pala , se coglie l'impressione sia visiva che cromatica, ha nel volo indefinito e leggiadro dell'immaginazione,il suo percorso preferito, perchè è proprio l'immagine che porta l'artista a percorrere i suoi orizzonti poetici. L'impressione colta di uno scorcio visivo è diversa dalla rappresentazione di una scena o definizione di vita quotidiana. Come è repentino il passaggio dell'emozione cromatica del colore alla rappresentazione in bianco e nero dell'opera "Solitudine". In tutto vi è un comune denominatore: l'amore per l'esplorazione del cosmo espressivo. L'arte di Elisabetta Pala ha nella complementarietà espressiva la radice del suo fare espressivo, perchè la sua coscienza artistica è potere di mutamento, di dubbio, di messa a distanza, di negazione del dato oggettuale semplice. La sua arte allora può definirsi come "creatività espansiva"dove ogni limite e definizione stilistica verso modelli e stili è superato, ma a volte anche ripreso e ripercorso.Ecco la sua "creatività espansiva" oltre i limiti posti, perchè la sua immaginazione ed emozionalità  artistica hanno necessità di trascendere il dato reale e interpretarlo attraverso l' immaginazione e sopratutto l' emozionalità: l'artista compie quel percorso esistenziale di "interpretare il vivere"attraverso l'espressione artistica. Si vede ancora l'opera " Solitudine " che già nella tematica rimanda ad una presa d'atto di uno stato emozionale perchè la solitudine non è condizione fisica, ma solamente emozionale. L'artista vi accede con una tecnica e cromatismo assolutamente semplice: il rapporto duale fra il bianco e uil nero quasi a simbolo della solitudine fra esistenza e morte interiore. Alla fine la sua arte è ricerca ed espressione di una sintesi che essa vuole raggiungere al termine di ogni viaggio immaginativo, non volto a limitati sguardi interpretativi, ma una presa d'atto globale e olistico del mondo immaginario e trascendente il mondo. Con l'immaginazione compare il possibile e la "realtà umana" si dà oltre la sua faticità . La sua arte vuole cogliere e porre all' osservatore anche ciò che non è possibile cogliere dallo sguardo "transitorio",ed essa allora si incarica di interpretare con la sua arte il mondo , visto con il suo sguardo immaginativo, ma sopratutto con la sua emozionalità.

 

Dott. Valtero Curzi



 

Information

Elisabetta Pala

e-mail: elisabettapala@yahoo.it

cellulare: +39 339 7713653

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